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lunedì 4 gennaio 2010

Greenpeace aggiorna la classifica delle marche ecologiche

Greenpeace ha pubblicato la sua personalissima classifica sulle marche più ecologiche. Ma visti i disastrosi risultati, non è bello trovarsi nei panni delle maggiori aziende hi-tech..

E pensare che i miglioramenti sono stati notevoli per qualche marca, come ad esempio la Apple che è salita dall’11esimo al nono posto grazie alla sua politica aperta sulla produzione di gas nocivi pubblicati dettagliatamente sul sito ufficiale. Una mossa che è piaciuta a Greenpeace che in questi anni ha attacato più volte Cupertino tanto da far esclamare a Steve Jobs “Ci odiano”. Il voto rimane tuttavia sotto i 5/10 così come per Panasonic.

Sotto i cinque precipitano anche LG e Dell che prima erano alla soglia della sufficienza. Dell per scarsa trasparenza e LG per la volontà di eliminare il piano anti-PVC e BFR entro la fine 2010. Prima era quarto. Cinque e mezzo per Motorola, poco più per Toshiba e Philips (grazie alla nuova politica sul riciclo) sfiora la sufficienza. Chi va oltre il sei? Sony Ericsson 6.5, Samsung quasi 7 e Nokia veleggia sola a 7.5

I cattivi? Quelli che non hanno ancora una politica adeguata in termini ecologici oppure le marche che si chiudono a riccio. Si va dal 4.5 di HP e Acer al 3- di Microsoft e Fujitsu al 2.5 di Lenovo fino all’1.5 di Nintendo.

Fonte: tecnocino.it




mercoledì 13 maggio 2009

Stampare ''eco'' è meglio.



In fatto di stampanti la tutela dell’ambiente sembra passare innanzitutto dal buon senso. Ecco i consigli di Lexmark: stampare solo se necessario, utilizzare la funzione fronte/retro in modalità bozza per usare meno inchiostro, e con cartucce ad alto rendimento. Lexmark dal canto suo si impegna a ritirare e riciclare le vecchie stampanti che, nel 99% dei casi, vengono convertite in materiali secondari.

Stampare in maniera sostenibile pare quindi una faccenda relativa alla carta e agli inchiostri. Dal punto di vista della tecnologia i produttori stanno investendo in prodotti a basso consumo energetico, ma le più importanti innovazioni verso la ecosostenibilità hanno ormai quasi venti anni. È infatti del 1991 la tecnologia solid ink di Xerox che utilizza un inchiostro solido atossico a base di resine, che non sporca e non produce cartucce da smaltire, e riduce gli scarti del 90% (il residuo è un piccolo blocco di cera fusa riciclabile. Sempre dal 1991 Ecosys di Kyocera utilizza materiali di lunga durata, e riduce gli scarti e le emissioni di ozono. Lo scorso anno HP ha invece introdotto la prima stampante a getto d’inchiostro certificata in base ai criteri stabiliti dall’Agenzia ambientale tedesca. E a seguire un modello composto per l’83% da plastica riciclata. Epson invece venderà stampanti per piantare alberi. Con l’accordo “parco per il clima” firmato con Legambiente la società si impegna a destinare una quota delle vendite per ripiantare alberi nelle zone incendiate. E da Greenpeace l’appello a bandire l’uso di carta proveniente dalla distruzione delle foreste primarie o di valore ambientale