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giovedì 12 marzo 2009

Alluminio, come e perché riciclarlo


Non si sa come mai ma l’alluminio è uno dei materiali meno riciclati in assoluto. Eppure questo è strano, dato che è uno dei più utili, visto che con esso si possono costruire un gran numero di oggetti. Potenziale immondizia d’alluminio ci passa tra le mani tutti i giorni senza accorgercene, e con un pò più di attenzione potremmo dare una mano in più all’ambiente.

Un esempio? Il più classico sono le lattine delle varie bevande, ma sono di alluminio anche i fogli che avvolgono la cioccolata, il coperchio del vasetto di yogurt, le bombolette spray e le vaschette per alimenti, oltre ad una enorme quantità di oggetti, compresi quelli in ferro. Tutti però, per essere gettati nel cassonetto della differenziata dell’alluminio, devono riportare il simbolo “AL”.

Le modalità di recupero dell’alluminio sono simili a quelle di altri materiali: va prima di tutto sciacquato per eliminare residui di cibo o simili; poi va eliminato l’eventuale materiale interno, che potrebbe essere di plastica o di qualche altro materiale; ed infine accartocciare il nostro oggetto (quasi tutti gli oggetti di alluminio si possono accartocciare) per ridurne il volume, e gettarli nell’apposito cassonetto.

Ma ritorniamo alla questione iniziale, l’utilità del riciclo. Pensate che per produrre oggetti nuovi dall’acciaio riciclato c’è bisogno della metà dell’energia elettrica che servirebbe per produrne di nuovi, e si risparmierebbe anche sui materiali da cui si ricava come le bauxite. I vantaggi? Molteplici. Da soltanto 37 lattine è possibile dare vita ad una caffettiera (al momento tutte le caffettiere italiane provengono da alluminio riciclato), con 3 lattine si ottiene un paio di occhiali, si può far risparmiare l’industria dell’automobile che costruisce le macchine con il 70% di alluminio, portando un grande risparmio in questo periodo di crisi, ma si possono ottenere anche monopattini, biciclette ed anche energia elettrica.


mercoledì 4 marzo 2009

Dall'India l'allarme Viti Radioattive.


Frodi. Barre contaminate usate per la produzione.

Dall'Inox contraffatto alle viti radioattive. Le associazioni del settore, alzano l'allarme sulle importazioni di acciaio dei Paesi Extraeuropei..
Precedentemente erano state alcune partite di acciaio inossidabile non conforme sulla composizione chimica, ed alle normative.

Mentre adesso girano per l' Europa barre di acciaio inox contaminate da cobalto 60, un isotopo radioattivo utilizzato nelle centrali nucleari, ed in alcune apparecchiature mediche.
A denunciare il rischio è il governo tedesco, in seguito a controlli della dogana nel porto di Amburgo.
Purtroppo l'acciaio in questione è stato utilizzato per produrre viti e bulloni, quindi potrebbero trovarsi ovunque.

Uno dei maggiori distributori tedeschi di ferramenta: WASI, ha avvertito tutti i suoi clienti e fornitori, li invita a verificare le provenienze dei prodotti, se provenienti dalle acciaierie indiane: Vipras Casting, Bunts, Laxmi, Skm Steels, e Predeep Metals.

Il problema nasce quando una vite, un bullone, viene utilizzato non tanto per costruire un ponte, ma un impianto destinato all'industria alimentare.

Secondo alcuni controlli effetuati dagli organi competenti, risulta che alcuni produttori di vite e bulloni abbiano registrato l'arrivo di materiale radioattivo in Italia.
L'eurodeputata Cristina Muscardini (AN), vicepresidente della commisione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo ha depositato un'interrogazione a Strasburgo.

Attiviamoci, per far sentire la gravissima questione in Italia. Come al solito le Tv, parlano solo di Grande Fratello, e simili.
Facciamo girare la notizia, e sensibilizziamo la dannosa questione.
Tutto dipende da Noi.