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domenica 8 marzo 2009

Fotovoltaico organico. Una tecnologia solare meraviglosa.



Di cosa si tratta? Il fotovoltaico è oggetto di un notevole sforzo dei laboratori di ricerca. Il presente è costituito perlopiù dai tradizionali pannelli mono o policristallini spesso circa 100 micron. A fianco si sviluppa il segmento del film sottile. Permette costi inferiori e una migliore integrazione architettonica (è flessibile), anche se deve dimostrare la stessa affidabilità.

Per il momento a livello commerciale esiste solo quello inorganico, che arriva ad uno spessore, a seconda del materiale (silicio amorfo, diseleniuro di indio e rame o tellururo di cadmio), di meno di un micron.
I vantaggi dell'organico. L'idea nasce in Svizzera, ma è stata sviluppata nei laboratori di ricerca laziali.
A differenza delle celle di silicio, in questo caso la luce viene convertita in corrente elettrica grazie all'azione combinata di un colorante di origine organica (gli antociani) e un film sottile di nanoparticelle di biossido di Titanio (lo stesso materiale utilizzato come sbiancante nei dentifrici).
La cella è composta da una base in vetro o plastica e «uno strato di biossido di Titano sul quale vengono depositati gli altociani e un elettrolita».
Sulla carta i vantaggi principali, rispetto all'inorganico, sono diversi. «Innanzitutto lo scambio di cariche non avviene attraverso un'unica superficie con le nanoparticelle la reazione è su tre dimensioni». C'è poi l'aspetto dei costi: «Un impianto che oggi costa 20mila euro potrà crollare a 200 euro».
I materiali, infine, sono più leggeri e dovrebbero favorire l'integrazione architettonica. La tecnologia sfrutta la luce diffusa, in quanto le celle trasparenti possono essere integrate sui vetri delle costruzioni e sfruttarla sia in esterno che in interno.


I nodi da risolvere. Sulla strada della commercializzazione vanno ancora affrontate alcune questioni. Il sistema attuale è corrosivo, quindi richiede elettrodi fatti di materiali molto resistenti».
Si sviluppa ancora un prodotto che rispetti e migliori l'ambiente. Siamo fiducioso, che questa tecnologia migliorerà sicuramente.


giovedì 5 marzo 2009

Eco-miliardari: da W. Buffett a Bill Gates.

La rivoluzione verde non è iniziata con Obama.
Sono in tanti, e non vivono solo negli Usa. Gli uomini più ricchi al mondo investono sempre di più nella ricerca e produzione di energia pulita. Il Times ha realizzato la «Green rich list», composta dalle 100 persone con un patrimonio superiore ai 200 milioni di sterline (più di 220 milioni di euro) che hanno messo più soldi nel settore, scoprendo che «l'entusiasmo nei confronti degli investimenti in aree come la geotermia, le auto elettriche e l'energia solare non sente la recessione».

Nella classifica compaiono americani, svedesi, britannici, francesi, spagnoli, svizzeri, tedeschi, cinesi, indiani, danesi, sudafricani, israeliani. Nessun italiano.

Il primo della lista è Warren Buffett, che ha investito una parte del suo impero da 30 miliardi di euro nell'eolico e nell'auto elettrica (230 milioni di dollari nel produttore di batterie di Hong Kong BYD), seguito da Bill Gates (29 miliardi di euro di patrimonio), che spinge sui carburanti alternativi, come quello estratto dalle alghe. Al terzo posto della lista del Times, il fondatore di Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad, uomo da 25 miliardi di euro.

Gli americani sono 35, molti dei quali provenienti dalla Silicon Valley, che negli ultimi mesi si sta sempre più convertendo dai chip dell'informatica e il social networking alle tecnologie verdi.
Un esempio su tutti è quello dei fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin.

Si distingue anche la Cina, con 17 tycoon impegnati nella produzione di massa da energie rinnovabili. Tra questi c'è Jifan Gao, con un patrimonio da 220 milioni di euro. Puntano soprattutto sullo sviluppo del solare e dell'auto elettrica, tecnologie dove al momento c'è una forte pressione sull'innovazione tecnologica e il taglio dei costi.

Ma non tutti i pionieri del verde sono nati ricchi. C'è anche chi lo è diventato proprio grazie al clean tech. Aloys Wobben, ingegnere tedesco, ha realizzato la sua prima turbina eolica nel giardinetto di casa a Enercon, nel 1984. Di strada ne ha fatta parecchia. Oggi la sua azienda conta 6mila dipendenti ed esporta sofisticate turbine in tutto il mondo.

Come al solito in Italia, siamo sempe gli ultimi. Il motto gli ultimi saranno i primi, è una nostra forza. Che stupidi sti poveri ricchi italiani.

http://business.timesonline.co.uk/tol/business/specials/article5816774.ece


martedì 24 febbraio 2009

Ambiente: la differenza tra celle solari fotovoltaiche e solari termiche.

Celle solari fotovoltaiche e Solari termiche.

Nelle celle solari fotovoltaici, l'energia del sole viene convertita in energia elettrica e poi trasferiti a un rete elettrica .

Per le celle solari termici, quando i raggi del sole raggiunge il riscaldamento pannelli, l'energia del sole viene convertita in energia di riscaldamento. Questo calore generato può essere usato per bollire l'acqua e il riscaldamento domestico.